AMBIENTE – Informativa sulla sanificazione luoghi all’aperto.

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Sanificazione stradale

In questo periodo più che mai, causa dell’ormai diffuso Covid-19,  il problema della sanificazione dell’aria e delle superfici è valutato con molta attenzione.

Parliamo brevemente oggi della sanificazione di strade , con rimando all’approfondimento da cui prende spunto questo articolo, al sito  del SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), con utilizzo di Ipoclorito di Sodio.

Senza scendere nei dettagli chimici della tipologia di sostanza, al fine di garantire un lessico comprensivo per tutti, vediamo cosa è l’Ipoclorito di Sodio.

Nella sua formula chimica NaCIO (un atomo di sodio, una di cloro e una di ossigeno), l’ipoclorido di sodio è un principio attivo in grado di disinfettare e non solo. Grazie al suo potere ossidante (in chimica capacità di riduzione) esercita un’azione sporicida (utile contro la muffa), virucida (utile per disinfettare frutta e verdura) e fungicida.

Questa sostanza è utilizzata sia per usi  commerciali (igiene personale, la pulizia della casa, per disinfettare le ferite, disinfezione acqua delle piscine, etc) che per usi industriali (sanificazioni grandi ambienti, sanificazione stradale, etc) . Ovviamente la caratteristica base è che la stessa sostanza (Ipoclorito di Sodio) venga diluita nella giusta percentuale come previsto dalle normative, in funzione dell’uso per cui è destinato. Ad esempio per uso topico la percentuale di diluizione deve essere massimo dello 0,05%. L’ipoclorito di sodio da solo è nocivo sia per l’ambiente che per l’uomo.  La scheda tecnica di un qualsiasi prodotto che contenga ipoclorito di sodio pone precise avvertenze sull’utilizzo con il  rimando al parere medico soprattutto per l’utilizzo di applicazioni topiche.

Come anticipato, l’ipoclorito di sodio viene utilizzato per la sanificazione delle strade. Argomento attuale che interessa l’intero pianeta per l’attenzione riposta sulla diffusione del Covid-19. Considerata la notizia che il virus si deposita anche su superfici, ecco la corsa a garantire azioni di sanificazione di strade per limitare, se cosi vogliamo dire, l’accesso alle nostre case attraverso le nostre scarpe.

Interessante quindi l’azione di organi scientifici preposti alla valutazione del problema, analizzando l’uso (a volte spropositato) dell’ipoclorito di sodio. Bene il comunicato ufficiale del SNPA del 18/03/2020 in merito all’utilizzo di tale sostanze, evidenziando che l’uso (eccessivo) di tale prodotto non solo non garantisce la sicurezza che possa debellare il virus dalle superfici (utilità non accertata in quanto non è provato che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del Covid19) ma aumenta il grado di inquinamento ambientale (falde acquifere) ed espone l’individuo ad inalazioni di sostanze decisamente dannose. Come riporta il comunicato dell’ SNPA del 18/03/2020 stesso la diluizione dell’ipoclorito di sodio per la sanificazione di oggetti e superfici a contatto con la popolazione deve essere al più dello 0,1%.

Apprezziamo l’atteggiamento dell’ARPA Piemonte che si è pronunciata negativamente in merito alla possibilità di procedere all’uso massimo e indiscriminato dell’ipoclorito di sodio per la disinfezione delle strade, considerando che questa pratica risulta dannosa per l’ambiente e per l’uomo se non opportunamente gestita.

Un motivo in più a dare ascolto agli esperti del settore prima ancora delle autorità che di conseguenza emanano decreti o imposizioni a salvaguardia della protezione della salute umana. Il senso di responsabilità, attenzione, sensibilizzazione è di supporto al nostro vivere meglio (virus permettendo!!).

Redazione PuntoQualità